La nostra storia

Marta e Tommaso, dal 2012.

Marta e Tommaso in via Castello, sotto le insegne Workshop e Bottega

Il nome

Dietro al nome El Mato ci sono MArta e TOmmaso.

Il fatto che poi mato sia molto simile a matto non è solo una coincidenza: matti per aver scelto di fare un lavoro artigianale invece che cercare il posto fisso.

La maschera

La maschera nasce da un'idea: guarda il prodotto, non chi l'ha fatto. Sposta l'attenzione dal brand e dal luccichio, e mettila sui materiali e sulle finiture.

Come abbiamo cominciato

Subito dopo le nostre lauree triennali, Marta in scienze e tecnologie alimentari e Tommaso in filosofia, ci siamo appassionati al cuoio e alla sua lavorazione soprattutto grazie all'influsso di Dodo, un artigiano di Cremona (nostra città natale) ormai in pensione.

Ci ha prima affascinati e poi istruiti su questo materiale e soprattutto sul significato di essere artigiani, di lavorare lentamente, con cura e precisione andando controcorrente rispetto al mercato di oggi e alle sue regole.

Marta e Tommaso al lavoro in laboratorio

Da Cremona a Desenzano

Nel 2014 abbiamo aperto l'attività a Cremona: un piccolo laboratorio e un negozio senza vetrine. Nel 2018 ci siamo spostati a Desenzano del Garda. Il sogno era la montagna, ma mentre cercavamo casa e laboratorio lassù abbiamo trovato questo posto sul lago e ci è sembrato la giusta via di mezzo tra lavoro e qualità di vita.

Adesso le vetrine sono due, una di fronte all'altra e dietro c'è il laboratorio. È visitabile: chi entra vede le macchine da cucire, i tavoli e il disordine creativo di chi lavora con le mani.

Un giro fra i banchi →

Chi fa cosa

Tutti e due sappiamo fare tutto. Tagliamo, cuciamo e incolliamo, ma ognuno di noi ha caratteristiche diverse.

Marta è la più creativa, immagina la borsa a seconda del suo mood o della situazione in cui la vorrebbe sfoggiare, il suo tocco femminile è fondamentale.

Tommaso è più pratico, la porta a terra, conta le ore e i materiali, ne studia i possibili difetti e punti di forza per poi capire come venderla.

Le macchine hanno più anni di noi

Sono arrivate piano piano, usate, una all'anno dopo aver lavorato in altri laboratori sotto chissà quante mani esperte. Sono tutte meccaniche e con poca o nulla elettronica: quando si rompono si cambia un pezzo e ripartono.

È lo stesso motivo per cui una nostra borsa fra dieci anni si potrà ancora aggiustare. È nata per durare, per essere usata e per seguire la vita del suo proprietario.